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La street art di Bansky: genio o follia?

06 Luglio 2016,   By
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Avete presente quegli stencil sui muri che hanno affollato Londra negli ultimi anni?
Il loro autore è considerato a oggi il più grande artista di street art del mondo.
Si tratta di Bansky.
Nessuno conosce la sua vera identità, ma negli ultimi tempi il suo nome è rimbalzato in tutto il pianeta per le sue opere che hanno fin da subito diviso la critica.

Bansky e la Guerrilla Art:

Le opere di Bansky rappresentano una forma di protesta pacifica e satirica nei confronti delle istituzioni, dell’arte e della cultura: da qui il nome Guerilla Art.
I primi stencil comparvero verso la fine degli anni ’80 a Bristol, città natale dell’artista. All’inizio si firmava come Kato e Tes.
Negli anni ’90 invece, insieme all’amico Inkie, organizzò un mega raduno di writers, il Walls on Fire, un intero weekend che coinvolse migliaia di artisti di strada di tutta Europa.
Da qui in poi, Bansky ha alzato sempre un po’ di più l’asticella creando opere che poi lui stesso appendeva di soppiatto nei musei. Solo dopo alcuni giorni gli addetti ai lavori notavano le sue creazioni, splendidi dipinti settecenteschi con qualche nota anacronistica.
Londra, Napoli, Barcellona e Gerusalemme sono solo alcune delle città in cui Bansky ha regalato i suoi graffiti.
La cresente curiosità nei confronti dell’artista ha portato famose università londinesi a interrogarsi sulla sua vera identità. È stato tracciato un profilo che individuerebbe in un certo Robert Cunningham la persona che si celerebbe dietro Bansky.
La questione però è ancora aperta e i dubbi rimangono.

Le opere di Bansky:

L’attività artistica di Bansky è a 360°.
Oltre ai già citati graffiti che raffigurano ratti, poliziotti, angeli e madonne, l’artista si è cimentato anche in altre espressioni artistiche.
Nel 2006 distribuì 48 copie dell’album Paris di Paris Hilton modificando le sonorità e pubblicando una foto della cantante con la faccia del suo cane.
Nel 2010 scrisse e disegnò la storyboard della sigla di una puntata dei Simpson nei quali denuncia lo sfruttamento minorile nel mondo del lavoro.
Nel 2005 e nel 2007 Bansky si è recato in Cisgiordania dove ha realizzato dei murales con la tecnica del trompe l’oeil grazie alla quale faceva vedere quello che c’è dall’altra parte della parete.
I suoi stencil più famosi sono sicuramente i Rats, una serie di graffiti raffiguranti topi in divertenti situazioni. Da Bristol a Londra, queste opere si sono poi moltiplicate anche in altre città d’Europa.
Bansky ha poi conquistato anche New York. Esattamente nel 2013 infatti iniziarono a comparire degli stencil che occupavano interi edifici e che sono tuttora ammirabili.
Anche in Italia Bansky ha realizzato due stencil, entrambi a Napoli e entrambi raffiguravano immagini sacre armate di pistola o con in mano delle patatine.

Conclusioni:

Secondo voi dunque, Bansky è un genio o è frutto di follia e spregiudicatezza?
Quel che è certo è che l’anonimato gli ha garantito una fama planetaria e l’alone di mistero che lo circonda non fa altro che alimentare il suo successo.
Per chi volesse ammirare le sue opere, può visitare la mostra Guerra, Capitalismo & Libertà presso palazzo Cipolla a Roma. Inizialmente doveva giungere al termine di luglio, ma visto l’enorme successo avete tempo fino al 4 settembre.